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Carlo Vidoni per Spazio Ferramenta OFF

Spazio Ferramenta OFF
presenta
"Tornare natura" di Carlo Vidoni
martedì 15 novembre
via San Domenico 7, Torino
Dopo Trung Anh Vu, il giovane artista vietnamita presentato a settembre, Spazio Ferramenta Off viene interpretato da Carlo Vidoni. Suo anche l’allestimento della serata di presentazione dell’ultimo libro di Gian Luca Favetto, presentato a Torino proprio a Spazio Ferramenta.

15 novembre – 15 dicembre: 
Carlo Vidoni, Vive la révolution. Legno, poliesteri, metallo.
15 dicembre – 15 gennaio: 
Carlo Vidoni, Tornare natura, nido. Legno, poliesteri, paglia.



Sono surreali i lavori di Carlo Vidoni: ci si avvicina confortati dalla familiarità con gli oggetti scelti e poi, di colpo, è straniamento, alienazione. C’è qualcosa che non torna, le realtà non stanno al proprio posto, vengono ribaltate. 
E noi, poveri osservatori, non ritroviamo più quella condizione di tranquillità nella quale non è necessario porsi  domande.

Vidoni è silenzioso, puro, disarmante e potente come i sogni sanno essere.

Protagonisti della proposta artistica sono gli oggetti della tradizione domestica e rurale: arnesi, mobili, scarpe, ma anche valigie, libri, cappelli, occhiali. Oggetti alla ricerca di una propria identità; sradicati, pare abbiano perso la propria collocazione e tentino, ramificandosi, di ritrovarla.
In questa tensione è ravvisabile l’universalità dell’indagine di Vidoni che attraverso gli oggetti più semplici narra di un’umanità bisognosa di rinnovate relazioni e identità. Si celebra il mondo arcaico e duro dell’Italia di ieri, così potente e coraggioso nella sua attuale presenza da potersi manifestare attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea. Ogni oggetto/soggetto si allunga, si contorce, si ridefinisce mettendo su radici, rinnovandosi nella coscienza della propria storia. Nelle opere di Vidoni ramifica, letteralmente, la vita; vi è un anelo esistenziale che denuncia l’autismo contemporaneo delle relazioni caotiche e dei cambiamenti socioculturali troppo repentini.

Eppure Vidoni non è duro, non massacra, non ferisce la fruizione. Al contrario, è amabile come una ninna nanna, è catartico e spirituale e ascende il pensiero contemporaneo senza traumi, in un viaggio che è profondo mutamento senza essere rivoluzione.
Il raffinato lavoro, composto da semplici fondamentali elementi, diventa così purezza e immediatezza, è riconoscibile, attuale ed esteticamente armonico. Per goderne occorre essere pazienti, vivere nella sospensione, riconoscersi il tempo dell’osservazione e del silenzio, imparare nuovamente a rispettare la propria storia. È necessario immergersi nella delicata cosmologia organizzata dall’artista, nella quale ogni elemento ha un posizione definita. E, nel contempo, risulta inutile il tentativo di trovare la serena sicurezza data dall’indiscussa verità: l’ordine di Vidoni è apparente, il silenzio fa rumore e disturba l’estasi.

Carlo Vidoni
E’ nato a Udine nel 1968, attualmente vive e lavora a Tarcento (Ud).
Ha frequentato l’Istituto d’Arte di Udine, specializzandosi in grafica e fotografia, per poi laurearsi in storia dell’arte contemporanea presso la facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Udine.
La sua ricerca artistica da anni si muove nel territorio della sperimentazione scultorea, condotta attraverso l’uso di molteplici materiali. Dalla necessità di documentare visivamente le sculture ultimate, nasce l’utilizzo della fotografia che, in breve, diventa percorso di ricerca autonomo e parallelo. Finalità della sua ricerca artistica è la riflessione sulla condizione esistenziale dell’uomo contemporaneo e sul rapporto civiltà – natura. 
Negli ultimi anni l’artista ha collaborato con le gallerie DIECIDUE! di Milano, 3G, Artestudio Clocchiatti di Udine e Studio Tommaseo di Trieste.

 
Solo show
2010 "Situs inversus", galleria Artestudio Clocchiatti, Udine
2002 “La selva selvaggia”, Galleria Santo Stefano, Venezia.
Quasiumani”, Antico Ospedale dei Battuti, S. Vito al Tagliamento, Pordenone
2001 Imago, Dobrun Dom, Feistritz An Der Gail, Austria.
1999 “Bugs”, per “ICEBERG 99”, spazio Agenzia Giovani di Udine.

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Raffaella Bassi (Cividale del Friuli, 1974) 
Laureata in Conservazione dei Beni Culturali con master di Management dei Beni Culturali e Ambientali, attualmente segue la comunicazione in una istituzione museale torinese. Co-fondatrice e direttore artistico di Spazio Ferramenta.

Francesca Arri, (Asti 1983) 
Performer e artista visiva, laureata all’Accademia Albertina, La sua opera parte dall'azione dal vivo per arrivare alla ricerca e promozione di artisti e ricercatori nell'ambito dell'arte, della musica e della cultura contemporanea. Il suo lavoro è stato presentato in importanti vetrine internazionali tra cui Fondazione Hangar Bicocca, Milano, Fondazione Merz, Torino, Matadero-Madrid, Tel Aviv Museum of Art, 12th Istanbul Biennale, White Box Gallery New York, CAPA New York, E-Flux New York in collaborazione con Serpentine Gallery Londra, Kopfbau Basilea, Inter Art Gallery Pechino, Uninghen Berlino/Londra, Mart Dublino, Centro Cultural MAC Montevideo, Museo de las Mujeres Cor…

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