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FEEDBACK





FEEDBACK

Francesco Bocchini - Bartolomeo Migliore - Michael Rotondi
a cura di Martina Cavallarin


scatolabianca @ Spazio Ferramenta, Torino
dal 05 al 10 novembre 2013
dalle 20.00 alle 23.00


Finissage: domenica 10 novembre, ore 12.00 con Live Set di Diego Perrone e  brunch



scatolabianca viene accolta nello Spazio Ferramenta di Torino con un progetto sinuoso e complesso, articolato come il luogo che la ospita e interpretato dalle opere di 3 artisti italiani di caratura internazionale, Francesco Bocchini - Bartolomeo Migliore - Michael Rotondi

Il titolo della mostra è un’interferenza, un rumore di fondo, una controreazione a temperatura incostante come l’installazione a parete dal segno graffiante di Rotondi, i meccanismi rumorosi e stridenti di Bocchini, il lavoro black e underground di Migliore.


feedbackfìidbäk› (o feed-back) s. ingl. (pl., raro, feedbacksfìidbäks›), usato in ital. al masch. – Nel linguaggio tecn. e scient., termine equivalente all’ital. retroazione, che designa il processo per cui l’effetto risultante dall’azione di un sistema (meccanismo, circuito, organismo, ecc.) si riflette sul sistema stesso per variarne o correggerne opportunamente il funzionamento: feedbacks. positivo o negativo, secondo che si abbia, come risultato finale, l’intensificazione oppure l’attenuazione dell’effetto. In elettronica, feedback negativo è, in un amplificatore, il riporto di una parte del segnale di uscita di uno stadio qualunque all’ingresso di quello stadio o di uno stadio precedente, fatto allo scopo di stabilizzare l’amplificazione. Il termine si è diffuso anche in altre discipline -neurologia, linguistica, psicologia- per designare fenomeni di retroazione.

Il feedback acustico o di ritorno è il tipico fischio rimandato con potenza d’innesco nel circuito chiuso di un sistema che va dall’altoparlante agli strumenti elettrici e ritorno. L’interferenza non è percepibile dall’orecchio umano se non attraverso la presenza dei dispositivi. Così nell’arte tale processo va dall’artista, all’opera alla sua affermazione nel luogo d’esibizione per un continuo flusso di scambio dal privato al pubblico, dal singolare al plurale. La sua percezione è resa plausibile e conoscibile dall’esistenza dell’opera le cui condensazioni, rimozioni, dislocamenti intercederanno nello spazio sprigionando un’altra energia, irriconoscibile. Nella vicinanza tra positivo e negativo di nietzschiana memoria, solo per poco tale intensità apparirà una minaccia per rivelarsi invece un disordine che è solo denuncia di un altro ordine e di un’altra natura smascherando tutto ciò che è formale, dichiarato, corretto, stabilito. In quest’universo a clima variabile la difformità crea uno scarto e provoca l’opera che altro non è che un’impertinenza (1.), una necessità fisiologica e tale fisiologia dell’impertinenza è la più straordinaria delle imperfezioni possibili, è arte e vita insieme.
1.     Jean - François Lyotard, DISCORSO, FIGURA, Mimesis Edizioni, 2008.






FRANCESCO BOCCHINI
Nato a Cesena (Italia) nel 1969. Vive e lavora a Gambettola (Cesena).
La sua operatività si concentra su latte e ferri smaltati per produrre macchine dai marchingegni elementari. Meccanismi, installazioni, teche, disegni: lamiera di ferro dipinta a olio, un processo in equilibrio tra ironia, mistero e dramma. Dalla metà degli anni ’90 il suo lavoro è stato esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, in gallerie private e in spazi pubblici. La sua galleria di riferimento è Galleria L’Affiche, Milano.

BARTOLOMEO MIGLIORE
Nato a Santena, Torino (Italia) nel 1960, vive e lavora a Torino.
Attivo dalla metà degli anni novanta, mescola e sovrappone parole derivanti solitamente dalla scena musicale indipendente in tele, disegni, ma anche installazioni, composte con acrilici, spray e matite. Le sue gallerie di riferimento sono Galerie Luciano Fasciati, Chur, Svizzera e Galleria Pack, Milano.

MICHAEL ROTONDI
Nato a Bari (Italia) nel 1977. Vive e lavora a Milano. Il lavoro di Rotondi, attraverso la distorsione e la rielaborazione del carattere illustrativo e narrativo del disegno, riflette la sua epoca. Egli s’interroga sul rapporto tra musica contemporanea, memoria personale e tradizione popolare.
L’artista spesso crea degli altari votivi, dove dispone opere e disegni tracciati come note, appunti veloci, dai quali emerge la sua convinzione: ogni gesto è opera d’arte. Una sorta di accumulo di ricordi, dove lo spettatore s’immerge in una dimensione intima riflettente l’intreccio necessario tra arte e vita come opera. Gallerie di riferimento Area/B , Milano, Spazio Meme , Carpi (MO), Sakshi Gallery, Mumbai , India.



Contatti:
Roberta Donato PR e Ufficio Stampa
(+39) 340 1197983
www.scatolabianca.com
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pinterest.com/scatolabianca










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