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TAIWAN. PERCEZIONI ALTERNATIVE.

Spazio Ferramentapresenta

Taiwan. Percezioni alternative
a cura di Sara Bortoletto

per Fo.To. fotografi a Torino del Museo Ettore Fico











vernissage 3 maggio ore 18,30
via Bellezia 8g, Torino

Artisti: Chiu Kuo-Chun (邱國峻), Gao Yuan (高媛), Ma Li-Chun (馬立群), Teng Po-Jen (鄧博仁) e Tsai Wen-Hsiang (蔡文祥)

3 maggio 20 maggio 2019




Spazio Ferramenta presenta per Fo.To. Fotografi a Torino un progetto sulla fotografia contemporanea a Taiwan proponendo i principali esponenti dell’isola.
I cinque artisti proposti - Chiu Kuo-Chun, Gao Yuan, Ma Li-Chun, Teng Po-Jen e Tsai Wen-Hsiang - accompagnano lo spettatore all’interno della distintiva estetica sviluppata dai fotografi contemporanei di Taiwan. Dalle loro opere è possibile osservare l’influenza proveniente dal rigido modello educativo e dal tessuto culturale dell’Isola. In esse traspare anche la consapevolezza delle infinite possibilità concettuali connesse alla riproduzione fotografica. Gli artisti manipolano la realtà, sperimentano con l’estetica tradizionale e portano all’estremo l’uso digitale dell’immagine.
I mondi connessi del XXI secolo sono quelli virtuali, dove i trend viaggiano, le lingue si svalutano ma le immagini regnano sovrane. Per questo, tra le opere proposte si ritrovano richiami disgiunti dal proprio retaggio culturale, che rompono le convenzioni e creano nuovi distintivi linguaggi formali. La ricchezza di questi messaggi, seppure in soli cinque artisti, apre le porte del complesso mondo, energico e creativo, della fotografia contemporanea di Taiwan.

In “Hero”, i bambini di Gao Yuan sono intenti a reinterpretare gli eroi dei cartoni animati preferiti. L’artista considera il significato di apparenza e analizza gli atteggiamenti comportamentali delle società moderne. L’artista osserva che non vi è differenza tra loro e gli adulti: come accade con la magia e gli incantesimi nelle fiabe, anche questi ultimi si convincono che sia sufficiente credere di essere qualcuno per diventarlo.

Il rapporto tra realtà e finzione prosegue in altri lavori. Si ritrova, ad esempio, in “The belivers” di Chiu Kuo-Chun. Qui, l’artista gioca con l’immaginazione di una realtà alternativa. Utilizzando luoghi apparentemente anonimi, li ricrea intervenendo sulle stampe digitali con ricami di totem della tradizione locale di Taiwan – o di altri elementi completamente casuali. L’artista cerca di alterare, così, l’ortodossia della tecnica fotografica, facendo perdere alla realtà la sua consistenza.

La realtà alternativa viene ricreata anche all’interno della serie “2020” di Teng Po-Jen, la cui analisi si focalizza sui sogni, le paure e i desideri dei collegiali. Le differenze generazionali trovano un nuovo modo di interagire proprio attraverso la fotografia, dove visione e realtà hanno la possibilità di incontrarsi e sconvolgersi.

L’occhio da reporter di Ma Li-Chun ricrea realtà emotivamente coinvolgenti. I paesaggi reinterpretati raffigurano montagne innevate o vaste pianure. Esse riconducono alla tradizionale pittura di paesaggio ad inchiostro, esprimendo una specifica sensibilità orientale attraverso il mezzo fotografico.

I lavori di Tsai Wen-Hsiang contemplano la condizione umana relegata all’interno di ossessioni personali, agli stereotipi della società e a come essi vengano accentuati nell’era digitale. In questa continua presenza dell’immagine, si perde la capacità di leggere la realtà e interagire con essa. Osservare, non semplicemente vedere, è quello che Tsai cerca di ricondurci a fare attraverso i suoi istantanei scatti.




Nota
Trattandosi di artisti di Taiwan, si è preferito mantenere la traslitterazione dei caratteri nel sistema Wade-Giles, invece del tradizionale pinyin, in quanto rimane attualmente in uso sull’isola.

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